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Sciopero for Dummies 14 dicembre, 2007

Posted by ipernova in Democrazia, Le crociate.
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Quarto stato

Per continuare la saga delle spiegazioni “For Dummies” questa volta mi inoltro nel discusso mondo degli scioperi. (L’obiettivo della serie “For Dummies” è comunque quello di chiarire in maniera palese certi concetti che mi frullano in testa, e non quello di “raccontare la verità”)

 

Sono stato sempre abbastanza di sinistra (a volte anche comunista), ma data la mia formazione da Ingegnere Gestionale non posso che analizzare gli scoperi sotto un nuovo punto di vista. Iniziamo facendo un passo indietro rispetto allo sciopero.

Ho già visto molti che, riguardo il loro ruolo in azienda, dicono: “se non ci fossi qua io, l’azienda non andrebbe avanti” e quindi:

il venditore dice: “se non ci fossimo noi venditori, l’azienda non venderebbe niente e quindi fallirebbe”

l’operaio dice: “se non ci fossero gli operai, l’azienda non produrrebbe niente ed i venditori non avrebbero niente da vendere”

il progettista dice “se non ci fossi qua io, l’operaio non avrebbe niente da produrre”

l’impiegato dice “se non ci fossi qua io a sbrigare pratiche, la Guardia di Finanza chiuderebbe subito l’azienda e manderebbe tutti a casa”

ed infine il dirigente (quando incompetente) dice “Cosa credete, di essere indispensabili? se non ci fossi qua io a stabilire le strategie di mercato sareste in una situazione in cui tutti lavorano al massimo e l’azienda non guadagna e chiude”

 

Inutile dire che sbagliano tutti. In azienda sono tutti essenziali. è come se nel corpo umano ogni organo facesse gara a chi è più vitale!

La realtà (secondo me) è che una persona è tanto più essenziale quanto più insostituibile. Ci pensa la legge della domanda/offerta a decidere gli stipendi delle persone. Più serve la persona (e meno la si trova in giro), e più questa persona deve guadagnare. Invece qua in Italia succede che un bravo ingegnere guadagna quasi come un operaio ed il dirigente incapace prende molto di più di quanto vale.

Dall’aggregazione di persone con lo stesso obiettivo nascono le lobby, come quella dei tassisti. è inutile che i tassisti scioperino. se ci vogliono più taxi in giro ed il prezzo del viaggio è troppo caro, è giusto che avvenga una liberalizzazione. Perché per fare il tassista basta una patente!

Se per fare le saldature nelle navi da crociera ci vogliono anni di esperienza, è giusto che questi saldatori guadagnino il triplo rispetto ad un ingegnere (e potete stare sicuri che lo fanno).

è il ragionamento del “senza di me non si fa niente” che porta l’Italia ad avere tanti scioperi. Quando le persone hanno troppa voce in capitolo, hanno in mano un controllo molto più grande del proprio ruolo in azienda (o nella società)

Questo vuol dire che (virtualmente) chiunque sia ben organizzato ed abbia sufficiente tenacia, riesce ad aumentare drasticamente il proprio stipendio. Il guaio di vivere in un paese dallo sciopero facile è che quando uno ha VERAMENTE dei motivi per cui scioperare, lo fa ma nessuno lo caga.

Lo sciopero dev’essere guidato dal buonsenso e dev’essere l’ultima cartuccia da sparare, non la prima. Altro esempio:

A me quando quelli dell’Alitalia scioperano mi viene da ridere. Non lo faccio perché si sta parlando comunque di persone che si troverebbero in difficoltà finanziarie, ma il caso è il seguente: “L’azienda va male, ha troppo personale di terra (il doppio delle altre compagnie), e questi scioperano perché l’azienda non vada male?”

Come si fa scioperare perché l’azienda non vada male? Cosa credono di guadagnare? è come se io segnassi un autogol per non perdere. In un paese di gente con polso, l’Alitalia avrebbe assunto già nel 1995 dei dirigenti veri, che avrebbero mandato a casa 5000 persone subito, rimettendo l’azienda in sesto e riassumendo le 5000 persone lungo i 10 anni successivi. Ci saremmo trovati nel 2005 con la stessa quantità di dipendenti e con l’Alitalia a gonfie vele.

Le conclusioni sono due:

Il dipendente deve guadagnare proporzionalmente alla sua insostituibilità.

La salute delle aziende viene al primo posto poiché è da questa che si generano posti lavoro.

 

Paz

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