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Gli italiani all’estero non devono votare! 30 marzo, 2008

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Mano che vota

 Mi pare che il titolo sia eloquente.

E da quanto mi risulta, ho il pieno e completo diritto di affermare una cosa del genere visto che io stesso sono un italiano all’estero.

Allora, vi spiego come funziona l’ambaradan. Quando si e’ figli o nipoti di un italiano/a, si puo’ ottenere la cittadinanza italiana. E’ una cosa abbastanza fica e civile. Anche se col passare delle generazioni una persona perde qualsiasi brandello della nazionalita’ del proprio avo, molti discendenti di italiani amano l’Italia piu’ degli italiani stessi, e a volte si meritano piu’ di loro l’italianita’.

Secondo la legge attuale, ogni italiano al quale e’ stata riconosciuta la cittadinanza italiana ha il diritto di votare. E, diversamente dagli italiani, non deve recarsi presso il proprio seggio elettorale, ma gli viene recapitato un pratico plico a casa con tutta la documentazione necessaria, con le schede e le buste gia’ affrancate per il voto.

Ripeto, IL VOTO E’ VIA POSTA!!!

Chiunque potrebbe votare al tuo posto (anche se illegale). Non devi uscire di casa. E’ tutto pagato dal consolato (e quindi dagli italiani, quelli in Italia pero’). Ma soprattutto, seppur dentro bustine diverse, il voto ed il tuo codice (nome) viaggiano dentro lo stesso “Bustone” e quindi, non si ha il controllo sulla segretezza del voto.

Adesso, i discendenti di italiani (come me) sono molto orgogliosi di essere italiani. Ed il votare per l’Italia li riempie di orgoglio. Il problema e’ che eleggono gente che a volte non sa nemmeno parlare bene l’Italiano.

Stavo scambiando l’altro giorno delle mail con un candidato al senato per la circoscrizione del sudamerica. Questo parlava un italiano scadente e mi dava risposte del tipo “Io ho due opinioni sui DICO, una e’ a favore e l’altra e’ contro”. Maveccheghé!

E’ vero che gli italiani sono disinformati, e che votano male. Non e’ colpa loro, poverini. Pero’ dare il voto a della gente che non parla nemmeno l’italiano e’ un delirio democratico. Cosi’ come dare il voto agli extracomunitari.

 Mio padre e mia madre hanno lavorato, avuto figli e vissuto per piu’ di 30 anni in Brasile, e loro:

  • NON POSSONO VOTARE IN BRASILE
  • Non hanno il passaporto brasiliano
  • Hanno una carta d’identita’  per stranieri che ha bisogno di essere rinnovata continuamente
  • devono lasciare l’impressione digitale in ogni documento

 Il bello e’ che in Brasile nessuno rompe le balle per questo.

I diritti sono una cosa preziosa, devono essere ceduti con parsimonia.

Paz

P.S.: Per la cronaca, prima della legge che faceva votare gli italiani all’estero, io avevo comunque il diritto di votare in Italia presso il comune al quale ero iscritto. E secondo me questa era la soluzione migliore.

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Brasiiiiil Lalalalalalalalaaaaa 28 marzo, 2008

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paulista avenida

Il Paz e’ in Brasile.

Le orchidee in giardino sono grandi come bistecche.

Le buste con le cedole per le votazioni del 13-14 Aprile sono gia’ arrivate (seguira’ pubblicazione di tutto il materiale)

La carne e’ splendida

I film sono sottotitolati

Il mango e’ dolce

Il PIL cresce del 4%

ed infine, le auto vanno ad alcol di canna

Paz

P.S.: Forse i post saranno piu’ sporadici

P.P.S.: Il titolo del post va cantato 😉 (vero Zar?)

Fare gli gnocchi come dei VERI maschi 25 marzo, 2008

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gnocchi di patate

Essendo io abbastanza bastardo, credo che in cucina, utilizzando un po’ di sana logica maschile, si riesca a ridurre il lavoro al minimo, consumando meno energia, ingredienti, tempo, e ottenendo gli stessi risultati, se non migliori!!!

Questo ragionamento del cacchio non trova mai conferma, tranne in un solo caso, con gli GNOCCHI DI PATATE.

Andrò quindi ad illustrarvi un modo per fare gli gnocchi di patate come dei veri uomini e quindi che entrerà nella storia come: “Il modo più facile al mondo per fare gli gnocchi di patate“.

Il problema degli gnocchi risiede in due elementi: le patate, la cottura delle patate. Questi problemi alla fine risultano in uno solo, l’acqua nelle patate cotte. Quest’ultima è problematica perché più è presente, e più devo aggiungere farina, e più aggiungo farina, più lo gnocco viene duro e difficile da digerire.

Fino ad oggi, si dovevano scegliere delle patate farinose e con poca acqua (un casino da trovare), lessandole con la buccia (altrimenti assorbono l’acqua di cottura) e spellandole da calde, lasciandole poi svaporare. Oltre a spendere un sacco di energia, tempo, e bruciarsi le mani, c’era il rischio che tutto il lavoro fosse in vano perché le patate non erano buone.

Ma non temete uomini di Ipernova! La soluzione è semplice ed ovvia!

Prendete qualsiasi tipo di patata vi capiti per mano, magari fate finta di tastarla e sentire il suono mentre la si colpisce (così la vostra compagna rimane impressionata).

Poi sbucciatele e cucinatele al microonde. Questo non solo non ha bisogno di acqua per la cottura, ma addirittura asciuga le patate (state attenti a non asciugarle troppo). Per ogni 0,5 kg di patate bastano 8 minuti. Tutto il resto è come al solito, tranne per il fatto che gli gnocchi verranno spettacolari e senza tutta la parte rognosa che ha sempre caratterizzato la fattura di questo splendido piatto. Per completezza scrivo qui sotto la ricetta con i passi da seguire.

Ingredienti per un paio di persone abbastanza affamate:

  • 500 gr di patate di qualunque tipo (ma fate finta di sceglierle che fa più figo)
  • 100 gr di farina (forse un po’ di più, quando smettono di essere appiccicosi gli gnocchi)
  • 1 tuorlo (se fate porzione doppia, usate l’uovo intero e non due tuorli)
  • sale

Come fare gli gnocchi:

  1. Prendete le patate, sbucciatele e tagliatele a pezzi
  2. Mettete i pezzi delle patate in una terrina, coprendola con del domopack (magari se non tocca le patate è meglio), e cucinatele nel microonde per 7-8 minuti alla massima potenza (circa 1KW). Le patate devono essere cotte fino al punto in cui si disfano se schiacciate con una forchetta.
  3. Mettete le patate cotte su un piatto fondo e pestatele con un qualsiasi arnese (io uso la forchetta)
  4. lasciate svaporare e raffreddare per un po’ (visto che dovrete usare le mani e non dovete cuocere il tuorlo con il calore delle patate)
  5. aggiungere due prese di sale ed il tuorlo sulle patate, mischiate il tutto con la forchetta
  6. aggiungete metà della farina e lavorate con le mani (facendo finta di sapere come si fa)
  7. a questo punto prendete il tutto e mettetelo su un piano di lavoro (magari in marmo) aggiungendo via a via la farina finché non è più appiccicoso
  8. Fate dei bigoli lunghi e tagliateli a pezzettini (più grosso è il bigolo e meno tempo passerete a fare le righe sugli gnocchi)
  9. Se volete, prendete la volta di una forchetta, infarinatela, e fate rotolare ogni gnocco premendo con il pollice in modo che acquisti le righette (a me piace premere tanto col pollice così viene fuori una specie di conchiglia
  10. Cucinate gli gnocchi sull’acqua salata e con un po’ di olio

Il sugo lo decidete voi 🙂

Buon appetito

 

Paz

 

 

Il non-voto è comunque un voto 21 marzo, 2008

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italia stesa

Per queste splendide prossime elezioni del 13-14 Aprile, simbolo di quanto regni la democrazia in Italia (visto che ci viene chiesto così spesso di scegliere) io avrei intenzione di non votare. Lo so, è un sacrilegio.

Piccola parentesi: consideriamo il fatto che per quella data io sarò a casa mia in Brasile, e consideriamo anche che come discendente di italiano all’estero qualcuno mi ha dato questo stupido diritto di votare via posta. Credo sia una completa baggianata far votare la gente all’estero, se uno è qua in Italia (come ho fatto io negli ultimi 8 anni) vota, altrimenti nisba. Ma torniamo al dunque.

Esistono due fazioni per le quali votare. Tutto ciò che sta all’estrema destra e all’estrema sinistra non porta a niente poiché non è capace di governare, e Casini è troppo religioso per governare un paese. Avendo ridotto la scelta a due fazioni, espongo le mie idee su quali siano i problemi dell’Italia e quali invece siano i problemi delle due fazioni.

I problemi più grandi per l’economia italiana sono due (come elencati da Giovanni Sartori in questo articolo).

  • Il primo è il debito pubblico. In pratica ciò che succede è che siccome alcuni anni fa l’Italia è stata governata male, ha speso più di quanto ricavava, e quindi ha dovuto chiedere in prestito dei soldi. Il debito è arrivato al punto in cui la ricchezza prodotta dall’Italia in un anno non basta per colmarlo. Per qualche motivo che non conosco, nessuno cita nei propri programmi di governo il problema di esaurire questo debito. Questo vuol dire che ogni anno, per avere questo debito in sospeso, il governo italiano è costretto a spendere €70 miliardi. Pensate, ad esempio, quanti spin-off aziendali si potrebbero finanziare con questi soldi (nota: gli spin-off sono delle piccole aziende che nascono a partire da poli di ricerca come quelli universitari, e che propongono idee innovative che a volte hanno un successo strepitoso e crescono a dismisura). Pensate quanti posti lavoro sarebbero creati in settori che sono immuni dalla concorrenza cinese. Ed invece niente, ogni volta che abbiamo dei soldi in più c’è sempre qualche pirla che dice di direzionarli altrove.
  • Secondo problema è la mafia. Questo patto di non-belligeranza tra stato e mafia deve finire. Il giro di affari di tutte le mafie messe assieme è di €90 miliardi esentasse. Questo vuol dire che se la mafia non ci fosse, sarebbero spesi da parte degli italiani 90 miliardi in più per comperare elettrodomestici, per andare ai musei, per andare in vacanza, insomma, per far girare l’economia italiana. Bruxelles non si spiega come la crescita economica in Italia sia così bassa. Glielo dico io, provate a mettere in circolo tutti i soldi della mafia e vedrete come le aziende riprendono a respirare. In più il rilancio del Nord Italia ha questa palla al piede del meridione, ed il meridione a sua volta ha la palla al piede della mafia. Bisogna essere proprio stupidi per non capire che il meridione è importantissimo per l’Italia (se 1/3 del PIL è turismo, figuratevi il potenziale che ha), e bisogna essere proprio stupidi per non cercare di risolvere questo problema. Se la popolazione sente che lo stato è dalla sua parte, la mafia si sconfigge in 1 anno. Ma si deve essere drastici.

Analizziamo ora le fazioni in gioco:

Berlusconi ha ottenuto nel 2001 in Sicilia 61 collegi su 61, inoltre continua a proporre quel cacchio di ponte che è talmente sbagliato che non saprei da dove cominciare per criticarlo, e quindi non lo faccio. Perché vuole fare un’ENORME opera pubblica al sud? Sappiamo tutti come vanno a finire, no? E poi, nemmeno dal punto di vista strategico è difendibile, perché se ci metto 1 ora in meno di traghetto, ci metto comunque 7 ore nella Salerno-Reggio Calabria. è come mettere un rubinetto d’oro senza avere le tubature! E quindi mi sembra palese che Berlusconi al Sud, è sceso a compromessi per avere dei voti (non faccio nomi ma un’idea ce l’ho).

Inoltre Silvio è sceso a compromessi anche al Nord, perché continua a promettere la riforma federale alla Lega. Questo secondo molti porterà ad un grande aumento dei costi di gestione. Insomma, siamo tutti d’accordo che tutto l’apparato delle Province dovrebbe essere smantellate, e adesso ci mettiamo a far finta di essere degli staterelli che in mezz’ora li percorri da capo a coda? E quindi al Nord, altri compromessi in cambio di voti.

La piccola esperienza che ho mi insegna che quando uno deve scendere a compromessi non governa, e se governa non fa niente di utile (vedi quegli splendidi 5 anni).

Veltroni invece, seppur senza dei compromessi così clamorosi con Nord e Sud, sembrerebbe la scelta “meno peggiore”. Deve però capire che per cambiare qualcosa deve tirar fuori le palle. Cosa che non può fare visto che dietro ha i soliti intoccabili che preferiscono tenere le cose come stanno invece di cambiarle.

La conclusione è. C’è troppo da cambiare per continuare a votare i soliti. O qualcuno propone dozzine di facce nuove, che vanno al dunque e propongono di risolvere i problemi dell’Italia A PARTIRE DAI PIU’ GRAVI. Oppure la scelta che ci viene data con il voto è fittizia.

Io non ho intenzione di stare ancora a questo gioco, e NON VOGLIO PIU’ VOTARE CONTRO QUALCUNO.

Di questo passo non si risolverà mai niente.

Fino a poco tempo fa, ponevo ogni mia speranza sulla Lista Civica Nazionale (di cui vi consiglio il blog). In realtà è ancora così, ma purtroppo la caduta prematura del governo ha fornito troppo poco tempo perché riuscisse ad organizzarsi in modo da presentarsi alle elezioni in maniera autonoma.

E voi? Che ne pensate?

Paz

Arthur C. Clarke v9.0 (Last release) 19 marzo, 2008

Posted by ipernova in Arte, Scienza.
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a c clarke

Da tempo volevo fare un post su questo genio letterario. Mi aspettavo questo inevitabile momento. Devo essere sincero, fino ad oggi (19/03/08) sognavo di incontrarlo in qualche maniera e di chiedergli un autografo.

Personalmente Clarke mi ha cambiato il modo di pensare, di essere, e quindi (in buona parte) la vita. (altro…)

Santan-ché? 18 marzo, 2008

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Cara Santaché, mi stai sulle balle.

Mi dà fastidio il modo in cui gridi “Noi italiani siamo stanchi di questa politica“. “NOI” dici! Come se non ne facessi parte. Mi dà fastidio come tu non riesca ad instaurare mai un dialogo costruttivo con chi hai di fronte. Mi dà fastidio che parli nel turno degli altri. Mi dà fastidio che tu sia di destra, e mi dà fastidio che tu ti proponga come premier in rosa, visto che un buon politico non si vede dalla finta rabbia o dalla supposta grinta, ma da quanto caz*o ragiona e sa rapportarsi con gli altri! (Vedi Angela Merkel e Indira Gandhi).

Cara Santanché, non basta cavalcare l’onda di rabbia del popolo italiano per farlo fesso. Sei come gli altri, ma con delle tette.

E per questo motivo, visto che la costituzione mi dà il diritto di prenderti per il culo, sono contento di pubblicare un video fenomenale della tua imitazione da parte della Cortellesi. Per questo siparietto credo che si meriti il Pulitzer della comicità (ammesso che esista, e probabilmente no).

Ho adorato l’introduzione con il tema di Darth Wader (o Fener) e la canzone finale, probabilmente ideate da quei Geni della Banda Osiris.

Mi sono piaciute anche le citazioni di Frankestein Jr, e La carica dei 101.

 

Paz

P.S. a tutti: e ricordatevi che il diritto di prendere i politici per il culo è sacrosanto nonché l’unico che ci è rimasto, fatene buon uso.

Un’altra vittima del doppiaggio 16 marzo, 2008

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Viaggio alla Mecca – Le grand voyageHo appena visto un bellissimo film (in realtà non so dire di preciso se è bello) chiamato Viaggio alla Mecca (Le grand voyage).

Partiamo già dal fatto che il titolo in italiano non sia “Il grande viaggio“. Il perché una persona si permetta di decidere di tasca sua, quando l’autore stesso del film ha deciso in maniera diversa, è ancora un mistero.

In pratica il film narra il viaggio di un padre (magrebino emigrato in Francia) e suo figlio (nato in Francia e con cultura molto diversa dalla sua), nel pellegrinaggio verso la Mecca.

Durante tutto il film si assiste a questo scontro generazionale e di culture tra i due personaggi, mentre il viaggio segue attraversando paesi e paesaggi stupendi. L’interazione tra i due personaggi è rigorosamente in italiano, infatti quando attraversano il confine italiano, i personaggi si capiscono benissimo con la polizia. In alcuni casi però, attraversando i diversi paesi, capita che le persone parlino un italiano strambo, ed alle volta anche la lingua locale sottotitolata.

Tutto bene finché si scopre (solo perché qualcuno me l’ha detto) che il padre nella versione originale in realtà parla durante tutto il film un dialetto marocchino, ed il figlio gli risponde in francese. Ma la goccia è che ad un certo punto del film esiste una forte riconciliazione fra i due quando il figlio per l’unica volta nel film, gli risponde “anch’io” nel dialetto del padre. E nella versione doppiata in italiano dov’era quel momento?

Il discorso è sempre lo stesso. Si può anche doppiare, basta che non si sottragga troppo al senso del film. Perché quando lo si fa, si commette un reato contro l’arte.

Le grand voyage è stato ucciso dal doppiaggio.

 

Paz

 

P.S.: Per vedere 2 frammenti del film, prima in lingua originale e poi doppiato in italiano, cliccate qui -> (altro…)

10 mila! 14 marzo, 2008

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Ipernova prima in classifica

Comunicazione di servizio (per i maniaci, come me, delle statistiche):

Il presente Blog ha raggiunto i 10’000 caricamenti- di- pagina /impressioni /quella-cosa- diversa- dalle-visite- che-indica- quante-volte- le-pagine- sono-state-lette nei suoi 6 mesi di vita. Si prevede di raggiungere i 20’000 fra 3 mesi scarsi. Ad oggi (14/03/08) il blog riceve giornalmente un centinaio di impressioni e la crescita mensile è di circa 30%. (il contatore che vedete nella barra laterale è partito dopo l’apertura del blog e misura le diverse persone che leggono il blog, e non le pagine lette).

Poco tempo fa, quando ho pubblicato un post che descriveva in maniera semplice le problematiche dello sblocco dell’iPhone, il blog ha avuto un’esplosione che per due giorni ha triplicato le entrate, portando Ipernova al primo posto nella classifica dei blog che crescono più in fretta (vedi foto sopra). Questo post, insieme a quello di Calvin and Hobbes e quello sulla Circoncisione sono dei cavalli portanti (soprattutto l’ultimo che è diventato praticamente un riferimento nel web italiano 😀 ). Inoltre siamo primi in classifica su Google per moltissime ricerche (soprattutto quelle contro il doppiaggio).

Con mia grande sorpresa il blog è stato già citato come fonte su Wikipedia, ed inoltre viene citato su altri blog da persone che non conosco direttamente. Segno che quello che viene scritto qui non è tanto scontato 😉

Sempre di più le persone mi fanno i complimenti per il blog, e la cosa mi onora. Invito queste persone a commentare i vari post, magari solo per approvare o disapprovare quanto scritto, senza dare un’opinione precisa, ma comunque dando un feed-back di opinioni ma soprattutto cazzate che per ogni blog è fondamentale.

Adesso Ipernova ha anche la Radio, nata da una scelta accurata di brani che possono illustrare delle scene musicali alle quali qua in Italia è difficile essere introdotti. In questa Radio, fra i tanti, di sicuro ci sarà un genere o una canzone che non avete mai ascoltato, e comunque le canzoni sono tutte una grandissima figata!!! (scusate….. ogni tanto mi scappa di essere imparziale 🙂 ).

Ringrazio tutti per le visite, e mi raccomando, commentate!

Paz

…ed io, modestamente, lo nacqui 14 marzo, 2008

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Guardatevi il breve video qui sopra. è in inglese sottotitolato in italiano. Quindi se siete al lavoro e senza casse o cuffie, potete leggere i sottotitoli.

è un frammento di un cartone animato di Dilbert.

Per il commento mi rifaccio al titolo di questo post.

 

Paz

P.S.: Un saluto agli amici dei Rizzi e colleghi del Lab.Gest che andranno sicuramente pazzi per il filmato.

Il cammello, Noè non l’ha caricato 12 marzo, 2008

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Cammello dromedario

Molti conoscono la differenza tra un Cammello ed un Dromedario. Il Cammello ha due gobbe, ed il Dromedario ne ha una lunga e scomoda.

La domanda che vi pongo, e che voi vi siete “ovviamente” già fatti, è : “come mai il Dromedario selvatico esiste, ma il Cammello no?” e la seconda domanda invece che vi state facendo è “come mai in Italia i governi cadono sempre, mentre negli altri paesi civilizzati continuano anche se non hanno la totale approvazione del popolo?”.

Mentre la scienza cerca una risposta plausibile per la seconda domanda, la prima (ben più semplice) è già stata chiarita.

Sarà forse che il Cammello selvatico (come la gallina selvatica, quella che vola) è in estinzione? No.

Sarà che in realtà i Cammelli sono solo dei Dromedari che ci stanno prendendo per il cul*? No (almeno credo).

 

Dopo estenuanti ricerche del Cammello selvatico, e dopo aver trovato solo dei Cammelli abbandonati ed inselvatichiti, i cammellologi hanno capito finalmente che il Cammello non è altro che un Dromedario addomesticato. Ci ha pensato l’uomo a fare gli incroci opportuni perché saltasse fuori lo spazio per la sella.

E se uno ci pensa un po’, non può che dire “ma è ovvio!”. Al Cammello gli mancano soltanto le briglie di pelle ed è pronto da cavalcare! La natura non può aver fatto da sola! (anche se è stata capace di creare l’inutile Panda).

Solo che questo addomesticamento è avvenuto talmente tanto tempo fa, che lo stesso essere umano nel frattempo se ne è dimenticato, ed ha iniziato a cercare la sua copia originale.

In pratica è come se stessimo cercando da anni il Commissario Rex nella Steppa.

 

Per concludere: il Cammello non è mai esistito, e anche se sì, Noè non lo aveva in checklist.

 

Paz

Calvin & Hobbes in Italiano 11 marzo, 2008

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Su richiesta di un navigante, pubblico una striscia di Calvin & Hobbes in italiano (come avevo promesso e dimenticato).

è una striscia della domenica e quindi è colorata con gli acquarelli, non ho potuto trovare in forma digitale nessuna delle mie preferite, ma comunque le strisce di Calvin sono sempre geniali.

Se avvertite la necessità di leggerne altre, scrivetemi pure, cercherò di esaudire il vostro desiderio 😀

Calvin and Hobbes in italiano

Cliccate sull’immagine per vederla ingrandita

Paz

Chess on crack! 10 marzo, 2008

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Per gli amanti degli scacchi c’è un nuovo programma TV che vi farà impazzire, si chiama Chess Now, ed è fatto dal network televisivo via cavo della comunità di Manhattan. In pratica c’è un centro sociale (o di recupero) che ha deciso di fare un programma televisivo in cui si gioca a scacchi, e la gente chiama facendo domande sul gioco e suggerendo delle mosse da fare contro il computer.

Ottime intenzioni, peccato ci siano delle pecche che andrò ad elencarvi:

  1. La presentatrice è una barbona, sotto effetto di qualche droga (presumibilmente crack), e mezza sorda.
  2. La presentatrice ha un concetto dell’igiene alquanto discutibile ed è vestita in maniera indecorosa.
  3. La scacchiera che viene ripresa ogni tanto, ha i cavalli al posto degli alfieri e viceversa, ed anche la posizione di re e regina neri è invertita
  4. La sigla di apertura e chiusura del programma, oltre ad essere brutta e durare tantissimo, è fatta mettendo in primo piano il monitor di un computer mentre fa girare un filmatino, senza però curarsi del fatto che resta nel monitor la plancia di comandi “Play, Rewind, Pausa, etc”
  5. La presentatrice non parla bene l’inglese e NON SA GIOCARE A SCACCHI
  6. All’inizio del programma la presentatrice dice: “se non sapete giocare, chiamateci e fate domande“. Alla terza domanda che non sa rispondere lei grida “Se non sapete giocare a scacchi non guardate questo programma!!!
  7. Durante tutto il programma viene inquadrata la scacchiera del computer, senza che questa venga messa a pieno schermo, e quindi si vedono una marea di programmi aperti, nonché il player utilizzato per la sigla di apertura e chiusura.
  8. Il programma fa talmente cagare che lo fanno una volta ogni 15 giorni la domenica mattina
  9. La gente, visto l’andazzo, inizia a chiamare il programma per prendere per il culo la presentatrice. Allora si può assistere ad interventi del tipo:
  • Non ho mai conosciuto nessuno di famoso prima! Ma tu sei veramente la tipa del programma di scacchi? (Nota: era la prima puntata). Ma sei mai andata a quelle feste di Hollywood in cui c’è De Niro?Puoi mandarmi un autografo? Mio figlio è un maestro degli scacchi, te lo metto al telefono. (e poi il figlio dice) Noooooo, Noooooo, (e poi inizia a dire parolacce)
  • Ma è vero che per vincere a scacchi bisogna arrivare con il re dall’altra parte della scacchiera?
  • Allora, le coordinate della mia mossa sono : il mio ca**o nella tua fi*a 1

A parte per quei momenti in cui la tipa dice “Ma devo parlare? Non so neanche se il mio microfono è acceso!”, ci sono anche dei momenti in cui la gente chiama sul serio, allora loro pensano bene di fargli fare le mosse sia del nero che del bianco!!!

Il video della prima puntata del programma è pubblicato qui sopra, ovviamente la presentatrice l’hanno cambiata subito. Comunque vi invito anche a vedere la puntata numero 19, in cui uno chiama e dice al tipo di infilarsi il cavallo su per il cul*o (16 min e 40 sec), oppure un altro chiama e chiede di vedere le tette alla presentatrice giamaicana, ed il ciccione nero del programma si incazza e alza la maglietta (21 min e 20 sec).

Per concludere vi pubblico qui sotto alcuni dei commenti scritti dagli spettatori su Youtube:

Is she a homeless person!? (per caso è una barbona?)

Man … I dig these Russian chess chicks! :^] (Cacchio, io adoro queste tipe russe giocatrici di scacchi)

This woman gets paid in crack (Questa donna viene pagata con del crack)

It’s good to see Courtney Love still finding work (è bello vedere Courtney Love che trova lavoro)

 

P.S.: Ringrazio Matteo per la segnalazione

Paz

 

Pura Anarchia 7 marzo, 2008

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Pura anarchiaRecentemente (ma neanche tanto) mi è stato regalato da una coppia di amici, l’ultimo bellissimo libro di Woody Allen chiamato “Pura Anarchia“. Tralasciamo il fatto che è stato un regalo azzeccatissimo, non è il primo libro di Allen che leggo, ed il suo stile mi piace assai.

Il libro contiene 18 racconti, molti dei quali ispirati da articoli di giornale (non so dire se veritieri o meno) che vengono in parte illustrati prima del racconto stesso. La regola che lega un racconto all’altro è appunto la Pura e Semplice Anarchia (in inglese “Mere Anarchy”). Spesso il finale è inaspettato e ben si combina con la comicità per assurdi che contraddistingue Allen.

La traduzione del libro sembra fedele (forse è per quello che, secondo molti, i libri di Woody Allen fanno schifo in confronto ai film, perché le battute non sono pre-masticate dal doppiaggio), a parte per un momento in cui viene citata la discutibile pratica sessuale del “Golden Shower”, traducendola in “Pioggia Dorata”.

Alcuni fra i titoli dei racconti sono:

  • Sam, questi pantaloni sono troppo fragranti
  • Papille fatali
  • Attenzione caduta magnati
  • Quando una disgrazia ti rende onniscente
  • Al di sopra della legge, al di sotto del materasso (il mio racconto preferito)
  • Così mangiò Zarathustra
  • Colpo di scena al processo Disney

Già dai titoli si riesce ad intuire l’andazzo dei racconti. Lo stile narrativo è quello tipico suo, e cioè quello di un cosmopolita newyorkese. Questo vuol dire che tramite immagini, battute ed allegorie, riesce a descrivere perfettamente le varie situazioni, ad es:

“Stubbs aveva tramortito Wilbur Nash e se l’era filata con sua moglie, non prima di aver messo al posto della donna una bambola gonfiabile. Dopo aver trascorso forse i tre anni più felici della sua vita, una sera Wilbur Nash aveva cominciato ad avere i primi sospetti, allorché aveva chiesto alla sua sposa dell’altro pollo e, improvvisamente, lei era schizzata per aria, svolazzando per la stanza in cerchi sempre più piccoli, fino ad afflosciarsi sulla moquette.”

La terra in quella regione è arabile e si trova per lo più a livello del suolo. Una volta l’anno, i venti impetuosi provenienti dai Kina Hurrah spazzano i campi privi di qualsiasi riparo, strappando i contadini dalle loro incombenze e depositandoli centinaia di chilometri più a sud, dove spesso finiscono per stabilirsi e aprire delle boutique.

Altro esempio della comicità di Allen si può facilmente carpire dalle scuse che danno i suoi personaggi. Quando qualcuno nei suoi libri o nei suoi film deve inventarsi una scusa per svignarsela, è in quel momento che Allen sfoggia i suoi Assi, come ad es:

“In effetti….” dissi, arretrando verso l’uscita di emergenza, “Be’… a proposito di farla finita, devo proprio andare. Ho un procione a casa che aspetta di essere munto.”

“Bene,” dissi, dissolvendo verso la porta. “Si è fatto tardi.. Alcuni miei amici stanno costruendo un granaio e…”

“No, grazie, davvero. Mi sa che sono arrivato all’ultima scatoletta di tonno e devo…”

Da principio, Nash e Stubbs proclamarono la propria innocenza sostenendo di essere un ventriloquo ed il suo pupazzo.

Questa è una comicità che io personalmente adoro, ma che non posso consigliare a chiunque. Spesso si deve essere ben irrorati di cultura americana poiché, anche se le note del traduttore a volte aiutano, si rischia di non capire molte delle battute.

Per concludere, cito la frase che viene anche citata nella quarta di copertina del libro :

Quello che so della fisica è che per un uomo sulla spiaggia il tempo scorre più in fretta che per un suo simile su una barca. Specialmente se l’uomo sulla barca è in compagnia della moglie.

Woody, non mi deludi mai.

Paz